Rifare il sito web? 7 segnali da guardare
Lento dal telefono, invisibile su Google, il modulo che non porta richieste: 7 segnali concreti per capire se il tuo sito va rifatto o basta sistemarlo.
Rifare il sito web conviene quando quello di oggi ti fa perdere clienti invece di portarne: si apre lento dal telefono, si legge male, su Google non compare o il modulo dei contatti resta muto. Non sempre serve ricominciare da zero. A volte basta sistemare due cose, a volte serve un restyling vero. Ecco 7 segnali che puoi controllare in mezz’ora, e come capire quale strada fa per te.
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1. Dal telefono si apre lento
Fai una prova semplice: prendi il telefono, togli il Wi-Fi e apri il tuo sito come farebbe un cliente per strada. Se passano secondi a guardare una pagina bianca, molti chiudono e tornano su Google, dove trovano un concorrente.
Per avere un numero, c’è PageSpeed Insights, lo strumento gratuito di Google. Guarda soprattutto il dato sul tempo di caricamento del contenuto principale: per Google è buono se resta entro 2,5 secondi. Se sei lontano da lì, il sito ha un problema che i clienti sentono prima di te.
2. Dal telefono va allargato con le dita
Testi minuscoli, bottoni troppo vicini, una pagina che scorre di lato: sono i segni di un sito pensato solo per il computer. È un problema doppio. Lo vivono i clienti, che ti cercano quasi sempre dal telefono, e lo vede Google, che da qualche anno valuta i siti guardando proprio la versione per telefono.
Il test è immediato: apri tre pagine del tuo sito dal telefono e prova a chiamarti toccando il numero. Se devi ingrandire o il numero non si tocca, è un segnale.
3. Su Google trovano i concorrenti, non te
Cerca il tuo servizio con la tua città, come farebbe un cliente nuovo: «impresa edile Prato», «location matrimoni Firenze», «dentista Empoli». Se compari solo cercando il nome della tua azienda, il sito non ti porta clienti nuovi: ti trova solo chi ti conosce già.
A volte il problema non è la grafica, ma la base: titoli e descrizioni mancanti, testi che non usano le parole dei clienti, pagine lente. Ne parliamo meglio in come far apparire la tua attività su Google.
4. Il modulo dei contatti non porta richieste
Qui c’è un controllo che pochi fanno: scriviti dal tuo stesso sito. Compila il modulo come un cliente e guarda cosa succede. La mail arriva a te? Arriva a un indirizzo che non leggi più, o a chi ti ha fatto il sito anni fa? Capita più spesso di quanto si pensi.
Se invece arriva ma le richieste sono poche, guarda il modulo con gli occhi di un cliente: troppi campi obbligatori, nessun numero da chiamare con un tocco, nessun WhatsApp. Ogni ostacolo in più è una richiesta in meno.
5. La grafica non somiglia più alla tua azienda
Il logo è cambiato, i servizi sono cambiati, le foto mostrano il negozio di dieci anni fa e in home c’è ancora un’offerta scaduta. Tu non te ne accorgi più, perché lo vedi tutti i giorni. Il cliente nuovo sì, e si fa un’idea della tua azienda proprio da lì.
Se il lavoro che fai oggi è migliore di come il sito lo racconta, il sito ti sta vendendo sotto il tuo valore.
6. Per ogni modifica aspetti settimane
Devi cambiare un orario, aggiungere una foto, togliere un servizio, e non sai a chi chiederlo. Oppure lo chiedi e passano settimane. Un sito vivo si aggiorna in giornata: basta un messaggio a chi lo segue.
Già che ci sei, controlla anche una cosa importante: a nome di chi sono il dominio e gli accessi. Devono essere tuoi. Se non lo sai, è il momento giusto per scoprirlo.
7. Non sai quanti clienti ti porta
Quante persone visitano il sito ogni mese? Quante ti scrivono o ti chiamano partendo da lì? Se la risposta è «non lo so», stai investendo al buio. Un sito fatto bene ti fa vedere numeri semplici: visite, richieste ricevute, come ti trovano su Google. Così decidi con i fatti, non a sensazione.
Rifare tutto o sistemare?
Due o tre segnali su sette non vogliono dire per forza rifare tutto. La prima cosa da fare è una diagnosi onesta: si guarda il sito pagina per pagina e si decide cosa tenere e cosa cambiare. Testi buoni, foto belle, pagine che su Google funzionano già: si tengono. Lentezza, grafica superata, moduli che non arrivano: si rifanno.
A volte basta molto meno di quanto pensi. Altre volte il sito è costruito su una base così vecchia che sistemarlo costa più che rifarlo bene. In tutti e due i casi, è giusto saperlo prima di spendere.
Come si rifà un sito senza sparire da Google
La paura più comune è perdere le posizioni conquistate in anni. Con un restyling fatto bene non succede, perché si seguono tre regole:
- Stesso indirizzo. Il sito nuovo prende il posto del vecchio, e i clienti lo trovano dove l’hanno sempre trovato.
- Ogni vecchia pagina porta alla nuova. Ogni indirizzo che cambia viene reindirizzato in modo permanente alla pagina giusta. È quello che Google stesso indica per i siti che cambiano pagine, così il valore costruito negli anni passa al sito nuovo.
- Il vecchio resta online finché il nuovo non è pronto. Il nuovo si costruisce a parte, lo guardi, lo approvi, e il passaggio avviene in un momento tranquillo.
Poi si misura: velocità, richieste ricevute e posizioni su Google prima e dopo, spiegate in italiano. È così che lavoriamo nel restyling del sito web.
Quanto costa rifare un sito
Dipende da quante pagine ha, da quanto si può salvare e da cosa vuoi che il sito nuovo faccia in più, per esempio prenotazioni o un collegamento al gestionale. Per questo non diamo cifre a scatola chiusa: prima si guarda il sito, poi arriva un preventivo chiaro, voce per voce. Se intanto vuoi una fascia di prezzo, il preventivatore te la dà in 2 minuti.
Domande frequenti
Con il restyling perdo le posizioni su Google?
No, se si fa bene. Ogni vecchio indirizzo viene portato su quello nuovo e Google viene avvisato del cambio. È una delle prime cose che si controllano, prima e dopo il passaggio.
Il sito resta online durante i lavori?
Sì. Il nuovo si costruisce a parte e il cambio avviene solo quando è pronto e approvato da te. I clienti non vedono mai un cantiere.
Posso rifare solo la grafica?
Si può. Ma se il sito è lento o dal telefono non si legge, una grafica nuova da sola non risolve il problema. Meglio saperlo prima e scegliere con calma.
Ogni quanti anni va rifatto un sito?
Non c’è una scadenza fissa. Un sito costruito bene e tenuto aggiornato dura a lungo. Si rifà quando smette di fare il suo lavoro, cioè quando compaiono i segnali che hai appena letto.
Hai riconosciuto il tuo sito in qualcuno di questi segnali? Mandaci l’indirizzo: ti diciamo in 2 righe cosa salveremmo e cosa rifaremmo, senza impegno.