Come apparire su ChatGPT e nelle risposte delle AI
Come scelgono le AI chi consigliare, quali robot lasciare entrare e quali pagine servono. Senza trucchi e senza promesse.
Per apparire su ChatGPT, e nelle risposte delle altre AI, la tua attività deve essere facile da trovare sui motori di ricerca, aperta ai robot che le AI usano per leggere il web, e raccontata con pagine che rispondono chiaro alle domande dei clienti. Non esistono trucchi né file magici: è il lavoro per farsi trovare su Google, fatto bene, con qualche attenzione in più.
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Come scelgono le AI chi nominare
Una sera qualcuno chiede a ChatGPT: «Chi mi consigli a Firenze per rifare il bagno?». Per rispondere, l’AI non pesca da una memoria fissa: fa delle ricerche sul web, legge le pagine che trova e mette insieme una risposta, con le fonti accanto. Ogni AI lo fa a modo suo, ma il filo è lo stesso.
- ChatGPT, quando cerca, trasforma la domanda in una o più ricerche e si appoggia anche a motori esterni, tra cui Bing. Per mostrare i siti nelle risposte usa il suo robot, OAI-SearchBot.
- Le AI Overview di Google, i riassunti in cima ai risultati, partono dall’archivio di Google. Possono fare più ricerche collegate sullo stesso tema, e così citare pagine diverse, ognuna per la sua parte di risposta.
- Perplexity mostra sempre le sue fonti, che trova col suo robot, PerplexityBot.
- Gemini può basare le risposte sui risultati della Ricerca Google.
La conseguenza è semplice: se i motori di ricerca non ti trovano, o se il sito chiude la porta ai robot delle AI, difficilmente verrai nominato.
Primo passo: lasciare entrare i robot
Ogni sito ha un file, il robots.txt, che dice ai robot cosa possono leggere. Capita che blocchi le AI senza che il titolare lo sappia: a volte è un’impostazione del sito, a volte dell’hosting o del servizio che lo protegge.
- OAI-SearchBot serve a ChatGPT per mostrare i siti nelle risposte con la ricerca. OpenAI spiega che un sito che lo blocca non viene mostrato nelle risposte di ChatGPT con la ricerca, al massimo come semplice link, e che dopo una modifica servono circa 24 ore perché il cambio valga.
- GPTBot è un’altra cosa: raccoglie testi per addestrare i modelli. Si decide a parte, e bloccarlo non ti toglie dalla ricerca di ChatGPT.
- PerplexityBot fa lo stesso lavoro per Perplexity, e Perplexity consiglia di lasciarlo passare.
- Google-Extended decide se i tuoi contenuti possono servire a Gemini, anche per le risposte delle sue app. Non cambia niente nei risultati di Google.
Sui siti che costruiamo la porta resta aperta a tutti: motori di ricerca e AI. Per un’attività che vuole farsi trovare, chiudere fuori i robot vuol dire sparire da una parte delle risposte.
Pagine che rispondono alle domande vere
Le AI ricevono domande intere, scritte come si parla. Una coppia chiede «location per matrimoni in Toscana con cerimonia all’aperto per 150 invitati». Un titolare chiede «quale concessionaria a Prato fa permute anche sull’usato?».
Vince chi ha scritto la risposta, con parole chiare. Una location per matrimoni che ha una pagina con il numero di ospiti, la cerimonia civile, il parcheggio e le date libere ha molte più occasioni di una che mostra solo belle foto. Per questo servono:
- una pagina per ogni servizio, che dice cosa fai, per chi e dove;
- le informazioni importanti scritte nel testo, non solo dentro le immagini: è anche uno dei consigli di Google per le sue funzioni AI;
- una sezione di domande frequenti con le domande che i clienti fanno davvero al telefono;
- le domande vicine: chi parla di ristrutturazione del bagno risponde anche su tempi, permessi e garanzie. Le AI fanno più ricerche collegate, e una pagina completa ha più occasioni di essere scelta.
Informazioni uguali dappertutto
Un’AI mette insieme quello che trova in posti diversi. Se il sito dice che apri alle 9, la scheda su Google alle 8:30 e un vecchio annuncio ha ancora il numero di prima, l’informazione diventa incerta: per chi scrive la risposta, e per il cliente che la legge.
Nome, indirizzo, telefono, orari e servizi devono essere gli stessi sul sito, sul Profilo dell’attività su Google, sui social e nelle directory del tuo settore. Anche Google, tra i consigli per le sue funzioni AI, chiede di tenere aggiornato il Profilo dell’attività.
Recensioni e siti che parlano di te
Nelle risposte delle AI compaiono spesso fonti che non sono il tuo sito: recensioni, articoli dei giornali locali, portali di settore, associazioni di categoria. Uno studio dentistico citato dal giornale della città e con tante recensioni vere ha più occasioni di comparire di uno che esiste solo sul suo sito. Anche per Google, del resto, i siti che parlano di te e le recensioni contano per la ricerca locale.
Queste citazioni non si comprano, si guadagnano: un lavoro raccontato bene, una collaborazione con un’associazione, un’intervista. Le recensioni si chiedono a tutti i clienti, senza regali in cambio, e si risponde sempre.
Dati strutturati e file speciali: cosa serve davvero
I dati strutturati sono poche righe di codice che descrivono la tua attività in un formato che le macchine leggono senza dubbi: nome, indirizzo, orari, servizi. Aiutano motori e AI a capirti, a patto che dicano le stesse cose del testo visibile.
Sui file speciali, invece, conviene non farsi illudere. Per le sue funzioni AI Google scrive che non servono file nuovi per le AI, né dati strutturati particolari, né ottimizzazioni speciali: basta che la pagina sia nell’archivio di Google e possa comparire con un estratto. Il lavoro vero resta quello sui contenuti e sulla tecnica di base.
È quello che facciamo con la SEO e la GEO, per farti trovare su Google e citare da ChatGPT: un sito in ordine, pagine che rispondono, informazioni coerenti, e un resoconto ogni mese.
Farsi citare dalle AI è una cosa, usarle in azienda è un’altra. Se ti interessa anche la seconda, per smistare la posta o preparare i preventivi, la trovi tra le nostre soluzioni di intelligenza artificiale per le aziende.
Domande frequenti
La GEO prende il posto della SEO?
No. La GEO, cioè il lavoro per farsi citare dalle AI, parte dalla SEO: quando un’AI cerca sul web usa i risultati dei motori di ricerca, e un sito che non si trova difficilmente viene citato. Si fanno insieme.
Se blocco GPTBot, sparisco da ChatGPT?
No. GPTBot serve all’addestramento dei modelli. Per le risposte con la ricerca conta OAI-SearchBot: è quello che non va bloccato.
Serve un file apposta per le AI?
Per le AI Overview di Google no, lo dice Google stesso. Contano pagine chiare, raggiungibili e aggiornate.
In quanto tempo ChatGPT mi nominerà?
Nessuno può prometterlo. Le risposte cambiano con la domanda, con chi la fa e con il momento. Quello che si può fare è togliere gli ostacoli e dare alle AI buoni motivi per sceglierti, e misurare nel tempo le visite che arrivano.
Se chiedi a ChatGPT del tuo settore nella tua città e il tuo nome non esce, è il momento giusto per guardarci dentro. Raccontaci cosa fai e dove: ti diciamo cosa vedono oggi le AI, e da dove conviene cominciare.