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Come far apparire la tua attività su Google (e su Google Maps)

di Rami Arfia Aggiornato il 6 min di lettura

Il Profilo dell'attività su Google passo per passo, le recensioni e il sito che Google capisce: per farti trovare da chi cerca nella tua zona.

Una mano tiene un telefono in una via di città di sera, con le luci delle auto e dei negozi sfocate in blu e rosa

Per far apparire la tua attività su Google, e quindi su Google Maps, servono due cose: un Profilo dell’attività su Google completo e verificato, che è gratuito, e un sito che dica con chiarezza cosa fai e dove. Poi lavorano le recensioni e il tempo. Il primo posto non si compra: lo scrive Google stesso.

In questo articolo7 sezioni

Come sceglie Google chi mostrare nella tua zona

Quando qualcuno cerca «impresa edile» o «dentista» vicino a sé, Google non mette in fila le attività a caso. Nella sua guida al posizionamento locale spiega che guarda 3 fattori.

  • Pertinenza: quanto il tuo profilo corrisponde a quello che la persona sta cercando.
  • Distanza: quanto sei lontano da chi cerca, o dal luogo che ha scritto nella ricerca.
  • Evidenza (o prominenza): quanto la tua attività è conosciuta, anche in base ai siti che parlano di te e alle recensioni che hai.

Sulla distanza puoi fare poco, perché la sede è quella. Sugli altri 2 fattori puoi fare molto, ed è lì che si gioca tutto il resto di questa guida.

Il Profilo dell’attività su Google, passo per passo

Il Profilo dell’attività su Google è la scheda che compare su Maps e a destra dei risultati, con orari, foto, telefono e recensioni. Prima si chiamava Google My Business. Si crea da business.google.com/create, con un account Google, meglio se legato all’email dell’azienda.

  1. Il nome vero. Quello dell’insegna e dei documenti, senza parole in più come «il migliore» o il nome della città. Le linee guida di Google lo vietano, e una scheda col nome gonfiato rischia la sospensione.
  2. La categoria principale. Quella che descrive meglio il tuo lavoro: «Location per matrimoni», «Dentista», «Concessionaria auto». Google chiede di usarne il meno possibile, e di non usarle come parole chiave.
  3. Sede o area servita. Se i clienti vengono da te, metti l’indirizzo. Se sei tu ad andare da loro, come un’impresa edile, indichi le zone in cui lavori, fino a 20, e l’indirizzo resta nascosto.
  4. Telefono e sito. Gli stessi che usi ovunque.
  5. La verifica. È il passo che dimostra a Google che l’attività è tua. Il metodo lo sceglie Google: una telefonata o un SMS, un’email, un video della sede, una videochiamata o una cartolina con un codice. La revisione può richiedere fino a 5 giorni lavorativi, e la cartolina arriva di solito entro 14 giorni.

Finché la verifica non è completa, i clienti la scheda non la vedono.

Una scheda completa vale più di una scheda aperta

Google lo dice in chiaro: le attività con informazioni complete e precise hanno più probabilità di comparire. Aprire la scheda è solo l’inizio.

  • Orari sempre giusti, compresi i festivi e le chiusure per ferie. Un cliente che trova la porta chiusa non torna.
  • Foto vere, non da catalogo. Un’impresa edile mostra i cantieri finiti, una location per matrimoni il giardino al tramonto e la sala apparecchiata, uno studio dentistico la sala d’attesa.
  • I servizi, uno per uno, con le parole che usano i clienti. Chi cerca «impianto dentale» deve trovarlo scritto così.
  • Gli attributi, come parcheggio, accesso per carrozzine o Wi-Fi, e una descrizione breve che dice cosa ti rende diverso.

Le recensioni: chiederle a tutti, rispondere sempre

Per Google le recensioni positive e le risposte utili aiutano un’attività a distinguersi, e più sono, meglio è. Ma conta come arrivano.

Chiedile a tutti i clienti, con un messaggio dopo il lavoro e il link diretto alla scheda. Le norme di Google vietano di offrire sconti o regali in cambio di una recensione, e anche di chiederle solo ai clienti contenti: chi lo fa rischia che le recensioni vengano rimosse.

Poi rispondi, anche a quelle negative. Una concessionaria che risponde con calma a un cliente scontento, e spiega cosa ha fatto per rimediare, convince chi legge più di tante 5 stelle senza una parola.

Il sito che Google capisce

La scheda porta il clic, il sito convince. E Google usa il sito per capire chi sei, quindi i due devono dire la stessa cosa.

  • Stesso nome, stesso indirizzo, stesso telefono sulla scheda, sul sito e sui social. Un numero vecchio dimenticato in una pagina confonde i clienti e anche Google.
  • Una pagina per ogni servizio, con un titolo chiaro. Se lavori in più città, una pagina per zona ha senso solo se racconta lavori e informazioni vere di quella zona, non lo stesso testo col nome della città cambiato.
  • Veloce dal telefono. Google valuta il sito soprattutto nella versione da telefono, e una pagina è buona se il contenuto principale compare entro 2,5 secondi.
  • I dati strutturati, cioè poche righe di codice che dicono a Google nome, indirizzo, telefono e orari in un formato che legge senza dubbi. Aiutano a capire, ma Google stesso precisa che non garantiscono niente.

È il lavoro che facciamo con la SEO locale per farti trovare nella tua zona: si parte dalla scheda e dal sito, insieme, e si misura ogni mese.

Quanto ci vuole, e cosa evitare

Nessuno può garantirti il primo posto, e chi lo promette ti sta vendendo qualcosa che non controlla. Una scheda nuova e un sito nuovo partono senza storia: le recensioni crescono un mese dopo l’altro, e i siti che parlano di te si guadagnano col tempo.

Quello che fa danni, invece, è facile da evitare: parole chiave nel nome, recensioni comprate, schede doppie per la stessa sede, orari mai aggiornati. Per capire se il lavoro rende, le statistiche del profilo mostrano quante persone hanno chiamato o chiesto le indicazioni, e Search Console mostra con quali ricerche arrivano al sito.

Le stesse informazioni, poi, le leggono anche le AI quando qualcuno chiede un consiglio. Ne parliamo nella guida su come apparire su ChatGPT e nelle risposte delle AI.

Domande frequenti

Il Profilo dell’attività su Google è gratuito?

Sì, aprirlo e tenerlo aggiornato non costa niente. Serve solo un account Google e la verifica dell’attività.

Posso comparire su Google Maps se non ho una sede aperta al pubblico?

Sì. Se lavori dai clienti, indichi le zone in cui operi e l’indirizzo resta nascosto. Comparirai a chi cerca in quelle zone.

Quanto tempo ci vuole per comparire?

La scheda diventa visibile dopo la verifica, e la revisione può richiedere fino a 5 giorni lavorativi. Salire nei risultati è un’altra cosa: dipende dalla concorrenza della tua zona, dalle recensioni e da quanto si parla di te, e richiede mesi, non giorni.

Se ho la scheda su Google, mi serve anche il sito?

Sì. La scheda dice dove sei e quando sei aperto, il sito spiega cosa fai e perché sceglierti. E Google usa il sito per capire quanto la tua attività risponde a chi cerca.

Se cerchi il tuo servizio nella tua zona e trovi prima i concorrenti, è da lì che conviene partire. Raccontaci cosa fai e dove: guardiamo insieme la tua scheda e il tuo sito, e ti diciamo cosa sistemare per primo.

Hai un progetto in testa? Raccontacelo in 2 righe.

La prima chiacchierata è senza impegno. Ci racconti cosa ti serve, e ti diciamo in parole semplici come la faremmo.

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